Il counselling come via di riconnessione

Il valore di ritrovare armonia tra persona, relazioni e natura attraverso il colloquio d’aiuto e l’esperienza condivisa

In un tempo storico in cui lo squilibrio tra essere umano e pianeta si fa sempre più evidente, il counselling — con la sua natura relazionale e trasformativa — può offrire un contributo concreto nel riconnettere le persone a una dimensione più
armonica con sé stesse e con la natura di cui è parte.

Il counselling nasce come relazione d’aiuto orientata a sostenere la persona nella sua crescita, nell’autonomia e nella
consapevolezza di sé. Ma se il sé umano è parte della natura, come può il processo di counselling trascurare questa
interdipendenza profonda? Mai come oggi è necessario ed urgente riscoprire che il benessere personale è profondamente
interconnesso con la salute del contesto ambientale e sociale a cui appartiene.

Sempre più spesso si parla di antropocentrismo e di come questo approccio, che pone l’essere umano al centro e al di
sopra di ogni altra forma vivente, abbia prodotto disarmonie profonde. Anche noi, all’interno dei percorsi formativi della
nostra scuola di counselling, affrontiamo questi temi, consapevoli che il cambiamento personale e collettivo passa anche
attraverso una nuova postura relazionale verso il pianeta e tutte le sue specie viventi.

Figure di donne di carta che si tengono per mano, simbolo di sostegno, connessione e solidarietà femminile.

Il counselling come via di riconnessione

Ogni anno organizziamo formazioni intensive residenziali in contesti naturali, con l’intento di coltivare una maggiore
connessione tra noi come team formativo, tra i corsisti di tutte le classi e il luogo che ci ospita. Non si tratta solo di
apprendere tecniche o di affinare le competenze professionali, ma di vivere esperienze cooperative in sinergia con la
natura, riconoscendo il valore relazionale di ogni elemento: le piante, gli animali, le persone e i custodi dei luoghi che ci
accolgono ed ospitano.

Abbiamo da poco incontrato un luogo prezioso, uno spazio dove la natura viene rispettata e custodita attraverso un lavoro
quotidiano fatto di sforzi, scelte consapevoli e dialogo con il territorio. In questi contesti, il counselling trova una
dimensione ancora più fertile, diventando canale di trasmissione di valori di rispetto, reciprocità e armonia.
Il counsellor, attraverso colloqui individuali o di gruppo, può aiutare le persone a riconnettersi non solo con la propria
interiorità ma anche con l’ambiente che le circonda. A sviluppare una relazione equilibrata e non predatoria, basata su
una logica di bio-sinergia anziché di bio-dominanza. Insegnando che la cooperazione è un motore generativo molto più
potente della competizione e della dominazione.

Siamo convinti che il counselling, se inserito in una cornice che valorizza il contatto con la natura, possa favorire percorsi
di consapevolezza più ampi, aiutando le persone a sentirsi esseri-umani tra gli esseri viventi, e non al di sopra di essi.
In questo modo, ogni incontro diventa occasione per ricordare che la cura di sé e la cura del mondo sono due aspetti della
stessa responsabilità etica e relazionale. E che anche nel nostro piccolo, con gesti quotidiani e relazioni rispettose,
possiamo contribuire a un equilibrio più armonico e sostenibile.

In fondo, ritrovare la propria umanità è anche questo: riconoscere di essere parte di un insieme più grande, imparare a prendersene cura e lasciarsi nutrire dalla sua presenza. Il counselling, immerso nella natura, diventa allora un atto di restituzione: restituire ascolto al mondo, restituire armonia a sé stessi, restituire rispetto a tutte le forme di vita che con cui conviviamo.

Articolo a cura di Barbara Verlicchi, counsellor professionista, formatrice e supervisore e coordinatrice nella scuola G.Ri.Fo Counselling.

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